LA FORMULA, MAGICA.
La musica, questa eterea ed unica forma d’arte che ci è praticamente compagna quotidiana almeno quanto la matematica e, come quest’ultima forma di geniale ed alchemica capacità umana, la musica ci aiuta a capire le cose con colori sempre diversi.
E qual evoluzione ha avuto questa nostra compagna di vita, in questi ultimi trent’anni. Sotto quante forme diverse si è palesata alle nostre orecchie, travestita con sgargianti capigliature punk, con metalliche allusioni sessuali rock, con atroci e nello stesso tempo energiche stranezze New Age, con estremizzazioni Dance, sommessa in truci sudari Dark. Insomma, una vera trasformista, questa nostra, vero? Già.
Sto ascoltando, come sempre mentre scrivo, lei e le sue forme che a me più intrigano. Io, ad esempio, sono come la Radio: non ho schemi. Mi piace una canzone e… mi piace e basta. Che sia potente di bassi Funky, o sottolineata da riff esplosivi elettronici o che si nasconda dietro le arie melodiche e nostalgicamente felici di Caetano Veloso oppure italianamente gorgheggiate da meravigliose Mine (da Mina) non mi formalizzo troppo. Ma non è il racconto di ciò che mi piace musicalmente parlando, questo.
No; di nuovo la Radio diventa la protagonista. Essa, come la musica, è l’espressione. Che sia matematica o no, questa espressione è formata da dati precisi e coerenti con il risultato. Proviamo a scriverla.
P=E+Mx(Im+Sa) x T
E1
Non temete, non si tratta adesso di esplicarla ributtando fuori tutte le vostre reminescenze per i più, ormai, recondite e fatte di pomeriggi passati a studiare formule, logiche e frattali su banchi di verde formica e di ripasso per non essere abbattuti a settembre da professori con la bava alla bocca armati di cancellini velenosi e gessetti caricati con uranio impoverito, sensazione peraltro ritornata di moda ultimamente. No e ancora no; tranquilli, la esplicherò io per voi, mi sembra giusto, d’altronde in questo guaio lettero-matematico mi ci sono ficcato da solo e devo tirarmici fuori da solo.
Ebbene, se P è la Passionalità, intesa come reale momento fisiologico risvegliato dalle sinapsi in azione, essa si può esprimere con la equatio E(emozione) sommata a Mx(momento d’estasi) che numericamente può avere un valore variante e moltiplicate per la somma tra Im(impulso motorio) e Sa(impulso delle sinapsi in atto), suddividendo l’espresso con E1 che è l’emozionalità del “terzo”, cioè colui (strumento o persona o, meglio ancora, entrambe) che trasmette in qualche modo questo impulso. Tutto poi verrà moltiplicato per il tempo T, variabile che perdura con lunghezza direttamente proporzionale alla grandezza del risultato emozionale espresso nel divisore.
Tutto chiaro, no?
Lo supponevo e mai l’avrei dubitato: siete grandi! E pure al primo colpo!? Benone e adesso qualcuno me la spiega per favore?
In altre parole, l’espresso suddetto si può tradurre così: più ti emozioni, più godi, più ne godi e più potrai emozionarti ulteriormente nel tempo e, se questa emozione è espressa da un impulso esterno, ne godrai i benefici facendo di questo impulso un’icona cerebrale, immaginifica e piacevole ad ulteriori ricordi di essa.
E’ ancora complesso? Suvvia, mi spiego meglio.
Poniamo il caso che l’impulso esterno sia un’emittente Radiofonica che sta trasmettendo, in un momento qualsiasi di una giornata qualsiasi come quel momento, proprio quella canzone che da tanto tempo non ascoltavate più e che risveglia immediatamente in voi una sensazione piacevolissima, sinapsiana e energizzante, portando la vostra mente a viaggiare lungo i tunnel colorati della memoria.
Ci siete? Ecco… a questo punto ogni ulteriore spiegazione sarebbe inutile allo scopo matematico-comprensivo, giusto?
Insomma, o meglio, in somma ho riassunto in formula ciò che la musica che vi piace sommata ad una Radio che c’azzecca con voi in quel preciso momento, fa diventare: un momento magico.
Alla prossima.
Benny Castelli
Canzoni di sottofondo: Ryan Paris (Dolce Vita, 1984) – Via Verdi (Diamond, 1985) – Valerie Dore (Get Closer, 1983) – Robert Miles (Children, 1997) – Tronicland (The Logical Side Of The Heart, 2000) – The Alan Parson Project (Mammagamma, 1981 – Eye In The Sky, 1981) – Simply Red (Sunrise, 2003) – Manà (En El Muelle De San Blas, 2000) – Zoo Be Zoo Be Zoo (Sophia Loren, 1954)
Radio del giorno: RADIO STUDIO54 NETWORK (www.radiostudio54.net)
ASTI. Sono stati collegati a Radio Number One i 104.9 mhz (in precedenza di Radio Centro 95 e poi ceduti a R.101). Radio Number One copre così tutti i capoluoghi della regione Piemonte.
Si ringrazia Paolo Robbiano.
Si rinnova anche quest'anno la collaborazione tra PrimaRadio e Asti Lido 2000 il noto Parco Acquatico di Asti. Fino al 15 agosto dal lunedì al venerdì la trasmissione "I suonati di Enrico" con Enrico e Marco, verrà trasmessa in diretta dal parco. L'appuntamento sulle frequenze di PrimaRadio è dalle ore 14.30 e fino alle ore 17.00.
Radio City regala i biglietti per i concerti dell'estate!
Nei giorni scorsi sono stati regalati a tanti ascoltatori i biglietti la data del Safari Tour di Jovanotti ad Acqui Terme (AL).
Il video che presenta l'iniziativa è visibile cliccando qui
http://blog.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendID=204523065&blogID=408407920
Tanti altri biglietti, magliette e gadget griffati Radio City sono pronti per essere regalati...
Per vincerli basta ascoltare le proprie emozioni.. basta ascoltare
Radio City!
Dopo aver lasciato Radio Veronica One è arrivato il debutto di Fabio Marelli sulle frequenze di Discoradio. Dal 1 luglio è in onda dal lunedì al venerdì dalle ore 21 e fino alle ore 24, e la domenica a partire dalle ore 20.00.
Ricordiamo che a Torino Discoradio è ricevibile sui 100.2 mhz.
Il blog piemonteradio.splinder.com si arricchisce di una nuova rubrica dal titolo "Benny Corner" curata da Benny Castelli. Si parlerà di radio e dei suo personaggi, news e idee.
Non mi dilungo più di tanto e passo la parola a Benny.
LA RADIO, SEMPLICE.
Quanti ricordi. Come si fa a non avere quella sorta di groppo in gola quando riaffiorano alla mente quelle voci. Già, voci e colori. Io sono tra quelli che sono cresciuti senza computer, senza gameboy, senza playstation, senza un pacco di robe che sicuramente mi avrebbero fatto divertire da matti, nell’età del divertimento. Invece, niente. “Ai Miei Tempi” tenevamo botta alla solitudine ed ai vuoti di compagnia con cose come la Tivvù (scritto proprio così) Dei Ragazzi ed i pomeriggi dalle 16 alle 17 non un minuto prima e guai a viverne un solo istante dopo, nei quali i personaggi erano cartoni animati dove il c’era un cattivo ed un buono (o più di uno dell’uno e dell’altro) nei quali il bene vinceva sempre. Non c’erano le vie di mezzo e non si faceva leva sulla psiche facilmente incisibile dei giovani virgulti. Poi, si usciva fuori, d’estate e d’inverno e là, nei cortili e nelle vie si costruivano storie di ogni sorta con strumenti a portata di mano, molto poco hi-tech e invece tantissimamente fantastici in quanto di fantasia pura. Non era tutto oro ciò che luccicava, s’intenda, ed anche noi abbiamo oggi le nostre paure recondite, dall’alto dei nostri ormai quasi quaranta, ragazzacci mai troppo cresciuti ma sicuramente a suo tempo cresciuti “nel mezzo delle cose” come asseriscono e filosofeggiano i grandi di questa nobile arte della mente e dei suoi pozzi infiniti. Noi eravamo semplici e con le cose semplici noi ci divertivamo, figli di padri a tre turni in fabbrica e mamme che stavano a casa annullando la loro crescita sociale per la nostra, vere martiri mai riconosciute della nostra civiltà di votanti uomini e donne dell’odierno. Eppure ci divertivamo. Eppure, tra divieti e leggi imposte dalla patria podestà, ci divertiamo un mondo immersi in avventure prive di effetti speciali se non nella nostra testa e nei nostri occhi che erano gli unici in grado di vederli. Poi, mentre mamma faceva i piatti, s’insinuava nelle orecchie il suono gracchiante e rassicurante del canale Rai della Radio, dal quale voci pesate e corpose raccontavano storie, notizie dal mondo e presentavano canzoni. Le canzoni. Quante canzoni. Canzoni che si susseguivano l’una dietro all’altra e andavano a riempire minuti, ore, giorni delle nostre vite insaziabili di musica. E poi, dopo la Rai, le Private. Quelle radio che erano più fresche, forse meno ingessate e sicuramente più palpabili ed immediate, che parlavano il nostro linguaggio e che ci tendevano la mano come a dirti “Hei! Su, che aspetti? Salta su, dai! Vieni anche tu nel nostro magico mondo!” e ti facevano volare sulle ali della fantasia. Gli anni Ottanta. La loro onda rigenerante per alcuni ed invece un po’ svilente per altri ma, musicalmente parlando, un vero botto-di-vita! In quegli anni, le radio cominciavano a saltare fuori dagli schemi di provincia e tentavano di lanciarsi in ogni quartiere di altre lontane città italiane nelle quali irradiare il loro segnale. E come non ricordarsi di quelle voci… i Fratelli Cozzi, Giancarlo Guardabassi, Leonardo “Leopardo” ed il suo fischio con erre moscia che alcuni imitarono pur non avendola nemmeno, Gigio D’Ambrosio e la sua mitologica “Americantopfourtiii”, Fausto Terenzi, il Darietto Desi, Massimo Valli, Gerry Scotti, Claudio Cecchetto… ma anche la Mamma Rai aveva il suo “Coro D’Archi” ben nutrito: la banda di Arbore che già pianificava e portava a termine bordate all’audience radiofonica con “Alto Gradimento” nel quale citiamo Andy Luotto e lo strampalato e lucidamente stralunato Mario Marenco; ma anche Lelio Luttazzi e la sua “Hit Parade” insegnando a migliaia di ragazzi giovani frutti della radio come la radio si fa. E la domenica, con il suo monopolico palinsesto esclusivamente dedicato alle voci dai campi di calcio con i quali interagiva Roberto Bortoluzzi (possiamo dimenticare Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Alfredo Provenzali? Impossibile: l’ho fatto!) per poi lasciarci sfiniti per i risultati. Io ci sono cresciuto, come molti di voi, con il poco ed il semplicemente ma ancora oggi, certe notti, mentre sono in auto da solo in un trasbordo qualsiasi, mi sintonizzo e le voci della notte mi rievocano quella sensazione di assoluta libertà che la radio e le sue voci mi regalava, facendomi viaggiare su ali da falco sognando di poterlo fare anche io, armato solo di una voce, di fantasia e di tanta voglia di far parte di quel nulla che invece è tantissimo che è l’etere. E scusate se è poco ma la radio mi ha aiutato un po’ a crescere, in fondo anche sbagliando ma sicuramente affinando in noi, ragazzini di ieri, le lame di quella capacità immaginifica che solo chi ha avuto poco e l’ha avuto semplicemente può affinare a puntino: la fantasia. Senza troppa nostalgia ma con tanta riverenza, mi ricordo volentieri di quel mondo e oggi, sicuramente con più disincanto, ci penso ancora e sorrido mentre, nella testa, risuona la voce calda di Gigio che scandisce le prime dieci posizioni della sua “American…” con la calda impostazione che un po’ mi manca, seppur giro e rigiro l’FM come un guanto senza trovare nulla del genere, ahimè. Chissà se anche voi, che ci siete cresciuti, ogni tanto vorreste riprovare quelle sensazioni?
Io si.
Benny Castelli
Martedì 2 luglio per due ore dalle ore 15 alle ore 17 sarà ospite degli studi di Radio Veronica One, Rosario Miraggio, artistita partenopeo che si affancia ora nel panorama della musica italiana, prodotto da Kekko d'Alessio.
Rosario Miraggio parlerà del suo album "Prendere o lasciare" anticipato dall'omonimo singolo in onda già da qualche settimana sulle principali emittenti italiane.
I fans possono inviare le loro domande al numero di sms 329/4512632 oppure via mail a info@radioveronicaone.it
TORINO: Nuovo cambiamento per Finelco. E' durata poco la doppia presenza di Virgin a Torino: da qualche ora sui 94.7 modula RMC 1, emittente già presente senza significativi problemi di ricezione sui 105.5. Per Virgin, quindi, ritorna la diffusione sui soli 90.9 il cui segnale risulta inadeguato in molte zone del torinese
Si ringrazia Giovanni Gho.